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Ddl concorrenza, stretta sull’influencer marketing “occulto”

foto da pmcwwd.wordpress.com

Anche le fashion blogger e le star dell’ influencer marketing hanno trovato spazio nell’agenda politica dell’estate. Il Parlamento, in sede di discussione della legge annuale sulla concorrenza, ha chiesto al governo di regolamentare i selfie dei vip sui social, in molti casi pubblicati per promuovere – più o meno velatamente – i prodotti di grandi brand e griffes tra i propri follower.

L’esecutivo si è impegnato a intervenire a livello legislativo “affinché l’attività dei web influencer sia regolata, permettendo ai consumatori di identificare in modo univoco quali interventi realizzati all’interno della rete internet costituiscano sponsorizzazione”.

L’intervento del governo è stato proposto dall’Unione Nazionale Consumatori, che nei mesi scorsi aveva già bussato alla porta dell’Antitrust e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, tramite un esposto, per regolamentare i selfie sponsorizzati e più in generale la pubblicità “cammuffata” su blog e social network.

Il nostro obiettivo”, ha fatto sapere UNC, “è di avere regole chiare, attraverso una didascalia nel post che informi sempre correttamente del carattere promozionale del messaggio”.

Le attese disposizioni del governo in tema di influencer marketing cambieranno l’approccio su Instagram, Facebook e sugli altri social dei volti noti di cinema, moda, sport o spettacolo, influencer che grazie al potere dei nuovi media hanno costruito un impero parallelo, sponsorizzando brand più o meno noti, senza rendere sempre esplicito il fine ultimo del messaggio.

Nell’ultimo periodo si è dibattuto molto sulla “trasparenza” dei contenuti online dei top influencer, cioè dei personaggi che sul web hanno una forte presa sul pubblico. Il marketing online sta evolvendo alla velocità della luce e gli approcci stanno cambiando verso un coinvolgimento sempre più diretto dei consumatori nelle attività di comunicazione dei brand. Non più semplici clienti, inconsapevolmente sommersi da dalla tradizionale pubblicità-bersaglio, ma ambassador e prosumer.

Il mercato sta virando verso un nuovo modo di concepire l’influencer marketing e più in generale l’advertising. Il vuoto normativo che ha iniziato a fare scalpore nell’ultimo periodo deve sorprendere, ma solo relativamente: è infatti “fisiologico” quando si sviluppano nuovi modi di concepire e interpretare “vecchi” mercati.

Gli analisti parlano di “marketing degli utenti” come la naturale evoluzione dell’advertising online: una forma ibrida di comunicazione, che andrà certificata e trattata con regole comuni e trasparenti. Senza che queste, però, ne limitino la sperimentazione e l’evoluzione. La domanda che sorge spontanea è: fino a che punto serve regolamentare? E soprattutto, fino a dove occorre normare l’influencer marketing su blog e social, quando nella comunicazione offline vip e celebrities possono fare product placement in modo quasi selvaggio, sfoggiando qualsiasi prodotto fornito da sponsor senza apporre la dicitura “paid partnership with”?.

Verona, consumo record di acqua nonostante i divieti dei sindaci

foto da vivolitaliano.it

Le temperature hanno raggiunto i 39 gradi e la siccità, nel centro città e in provincia, si protrae da ormai troppo tempo. Così, Verona sta registrando consumi di acqua da record. Tanto da spingere Acque Veronesi, la società che gestisce la rete idrica cittadina, a diramare un comunicato per mettere in guardia contro gli sprechi e l’uso improprio di acqua.

I destinatari del “richiamo” non sono solo i semplici cittadini, ma anche turisti, amministratori e aziende.

Le eccezionali condizioni climatiche, caratterizzate dal caldo torrido, hanno fatto impennare i consumi delle risorse idriche e tutti gli impianti addetti all’estrazione dell’acqua dalle falde acquifere sotterranee e alla sua distribuzione sul territorio provinciale stanno lavorando a pieno regime. Di qui il richiamo di Acque Veronesi alla massima accortezza nell’utilizzo di acqua.

Già nelle scorse settimane la società aveva invitato i sindaci e i rappresentanti degli enti locali ad adottare una serie di misure per limitare l’uso – e lo spreco – di acqua e per sensibilizzare sul tema tutti i cittadini, promuovendo un utilizzo delle risorse idriche accorto e moderato.

Messaggio recepito, tanto che ad oggi sono già una ventina i comuni veronesi che hanno emanato restrizioni e divieti circa l’uso di acqua, quantomeno per gli utilizzi non prettamente domestici ed igienico-sanitari in determinate fasce orarie.

Eppure, nonostante la raffica di provvedimenti e ordinanze, i consumi non sembrano diminuiti, almeno secondo gli ultimi dati.

I nostri sistemi di telecontrollo e monitoraggio hanno evidenziato che, nonostante le temperature vicine ai 39 gradi e le direttive dei sindaci, i consumi non sono diminuiti – ha detto Niko Cordioli, presidente di Acque Veronesi -. L’acqua è un bene prezioso che va sempre tutelato, soprattutto in momenti come questo in cui assistiamo a una riduzione delle fonti di approvvigionamento. Vogliamo evitare che i cittadini, durante l’estate, soffrano i possibili disagi causati dalla scarsa disponibilità di acqua, per questo invitiamo tutti a rispettare le ordinanze comunali”.

Per limitare l’utilizzo di acqua dai rubinetti – e lo spreco di bottigliette di plastica – molte aziende hanno deciso di sostituire negli uffici le classiche macchinette che distribuiscono acqua in bottiglia con erogatori di acqua in boccioni a Verona.

Ad ogni modo, nel centro città non si sono finora registrate emergenze particolari, soltanto momentanei cali di pressione nella rete idrica. A preoccupare di più sono invece alcuni comuni periferici e delle zone collinari, sia per le loro caratteristiche idrogeografiche, sia per il previsto arrivo di tanti turisti. Nei comuni di Povegliano e Mozzecane, in quelli della Val d’Alpone e della Lessinia ci sono state le maggiori criticità, dovute alla scarsa disponibilità di acqua. I villeggianti hanno iniziato ad affollare queste zone, moltiplicando i consumi e svuotando i principali serbatoi addetti al rifornimento.

Data la situazione, in attesa della pioggia è importante che tutti – cittadini, turisti, ristoranti, coltivatori e uffici – adottino comportamenti responsabili, per ridurre al minimo indispensabile l’utilizzo e lo spreco di acqua potabile.

Perché le fiere sono uno degli strumenti di marketing più scelti

Per moltissimi settori, partecipare alle fiere, manifestazioni ed eventi specifici, sono uno degli strumenti di marketing più efficaci per le aziende, soprattutto nell’ambito del B2B in cui si sviluppano rapporti di business e partnership, si ricevono informazioni su nuove tecnologie, prodotti e servizi.

 

Le fiere offrono un valore unico che non può essere raggiunto con altri mezzi, tra questi sicuramente quello di potersi incontrare faccia a faccia rispetto alle nuove possibilità offerte dal mercato digitale che, seppur valido, risulta ancora freddo e poco relazionale.

 

Entrando nel merito delle motivazioni per cui le fiere sono ancora uno degli strumenti di marketing più scelti, ci sono alcuni punti base che determinano il successo di questa opportunità.

 

Punto 1. Incontrare potenziali prospect

 

Uno dei principali punti di forza delle fiere di settore è la possibilità di trascorrere del tempo faccia a faccia con i potenziali prospect, partner e clienti, lo spazio espositivo allestito è un metodo efficace per gettare una rete più ampia e poter raggiungere un numero maggiore di persone.

 

A differenza di tanti altri eventi di marketing, le fiere permettono di avere un dialogo bidirezionale in cui sia il business che il prospect possono incrociare bisogni e richieste, scambiare informazioni di contatto ed ottenere dimostrazioni di prodotti, servizi, tecnologie.

 

Inoltre, come già detto, le possibilità di incontrare nuovi partner d’affari aumentano notevolmente partecipando ad una fiera con il proprio allestimento fieristico.

 

Punto 2. Costruire la consapevolezza del marchio

 

Oltre a incontrare le persone, si ha la grande opportunità di veicolare ed espandere la consapevolezza attorno al proprio marchio e di conseguenza aumentare la percezione positiva attorno all’azienda, ai prodotti, ai servizi. Il tutto grazie al grande impatto mediatico mirato che possono svolgere sia la copertura di stampa che la grande possibilità di veicolare una comunicazione mirata verso un pubblico veramente interessato a ciò che il proprio marchio è in grado di fare e proporre.

 

Muoversi anticipatamente per contattare riviste di settore, giornali online, sfruttare canali di comunicazione ad ampio raggio, ma sempre specifici, permette di avere una copertura editoriale in grado di veicolare a alto livello il marchio aziendale.

 

Punto 3. Vendere

 

Incontrare le persone e valorizzare il proprio marchio sono le possibilità principali di marketing che un evento fieristico può mettere a disposizione, ma allo stesso tempo si ha la grande opportunità di generare delle vendite immediate.

 

Questo perché il pubblico che partecipa a questi eventi di settore, nella grande maggioranza dei casi, ha potere decisionale e di acquisto, potendo quindi chiudere contratti e offerte sfruttando il vantaggio di toccare con mano prodotti e avere una relazione diretta con le aziende in fiera.

 

Punto 4. Rapporto qualità prezzo elevato

 

Se guardiamo ai costi e alle potenziali di ROI (ritorno sull’investimento), le fiere di settore hanno un rapporto qualità/prezzo di altissimo valore, considerando i vari benefici che questi eventi possono portare all’azienda, le spese di progettazione, noleggio, realizzazione dell’allestimento fieristico sono consapevolmente assorbite dalle reali potenzialità di sviluppo del business aziendale che gli eventi fieristici sono in grado di offrire.

 

Conclusione

 

Le fiere di settore, soprattutto in ambito B2B, si possono effettivamente considerare uno dei principali e migliori strumenti di marketing in mano alle aziende per sviluppare il proprio business, ovviamente non tutto le fiere vanno sempre bene, l’attenta valutazione a quale partecipare e la pianificazione strategica di tutte le attività sono fondamentali per ottenere il massimo del successo.

Robot indossabili, palestre virtuali e software di riabilitazione: il futuro hi-tech dei centri di cura

Foto da digitaltrends.com

La riabilitazione motoria del futuro passa attraverso ‘indumenti’ robotici, software che dialogano col cervello del paziente e gestionali ERP capaci di gestire una immane mole di dati.

In Italia diversi centri specializzati hanno già puntato sulla brain-computer-interface (Bci) e su software di riabilitazione capaci di garantire risultati di recupero impensabili, almeno fino a poco tempo fa.

Le nuove tecnologie permettono di creare un ponte di comunicazione tra l’intelligenza artificiale dei programmi informatici e l’attività cerebrale di quei pazienti che, a causa di un ictus o di un evento traumatico, hanno perso l’uso di alcune parti del corpo.

Come funziona l’interfaccia Bci? L’applicazione, tramite elettrodi posti sul capo del paziente ed un sistema di software di riabilitazione, registra i dati dell’attività cerebrale della persona quando questa immagina di compiere un movimento con la mano o con l’arto paralizzato. Se il movimento immaginato è corretto, un arto robotico si muoverà di conseguenza; diversamente, resterà immobile. In questo modo, il fisioterapista può valutare se il cervello si sta ‘riorganizzando’ correttamente ed impostare un percorso riabilitativo personalizzato al 100%.

Tramite attrezzature robotiche indossabili è persino possibile stimolare direttamente la capacità cognitiva del paziente, proiettandolo in una realtà virtuale all’interno della quale dovrà muoversi e eseguire particolari azioni e movimenti.

Studi di settore hanno dimostrato l’efficacia di queste tecniche: il 95% delle persone trattate con l’interfaccia Brain-computer ha mostrato un livello di recupero eguagliato soltanto dal 25% dei pazienti sottoposti a tecniche riabilitative alternative.

Grazie all’utilizzo di specifici software di riabilitazione, appositamente sviluppati per le attività di recupero neuromotorio, le strutture sanitarie possono informatizzare l’intero processo di cura, dalla presa in carico del paziente fino all’attuazione del programma riabilitativo, passando per la gestione di tutti i dati clinici e l’elaborazione del percorso clinico individuale.

La festa dei 18 anni: un traguardo raggiunto!

I 18 anni rappresentano un passaggio fondamentale nella vita di ciascuno di noi.
Segnano in un certo senso il passaggio dall’essere piccoli al diventare grandi. Si diventa maggiorenni e automaticamente si acquisiscono nuove responsabilità e nuove capacità. Si diventa legalmente padroni di noi stessi e si possono fare tantissime nuove cose, fino ad allora ancora negate, come prendere la patente e guidare una macchina, firmare documenti e così via. Per tutte queste ragioni festeggiare questo traguardo in maniera originale è molto importante.
Occorre organizzare una festa di 18 anni che venga ricordata da tutti e soprattutto dal festeggiato o dalla festeggiata.

 

Se adorate organizzare feste e non vedete l’ora di pensare al vostro diciottesimo compleanno potete pensare di organizzare la festa in casa (ovviamente è necessario ampio spazio) oppure affittare uno dei tanti locali o spazi chiusi e aperti a disposizione in tutta Roma e facilmente reperibili su internet.
Il vantaggio di organizzare questo genere di party è quello di poter scegliere tutto, dalla musica al cibo, passando per le decorazioni ed eventuali temi di tutta la festa. Si tratta di un party estremamente personalizzato e pensato per ogni festeggiato, in linea coi suoi gusti e le sue passioni. Sarebbe ideale che pensasse a tutti i dettagli proprio il neo-maggiorenne, in modo da rendere il tutto ancora più originale.
Molte ragazze, ma anche qualche maschietto, sceglie di festeggiare i 18 anni a Roma organizzando una vera e propria serata di gala, simile in tutto e per tutto al ballo delle debuttanti. Per questo evento dovete scegliere una location degna della situazione, come per esempio un antico palazzo o, ancora meglio una lussuosa villa antica.
Il dress code vuole abiti lunghi per le donne e smoking o altri abiti formali per gli uomini. Le musiche saranno classiche e il buffet ricco e abbondante. Sicuramente si tratta di un’alternativa molto originale per festeggiare i propri 18 anni, dove sentirsi veramente al centro dell’attenzione come una vera e propria regina, almeno per la sera in cui effettivamente, in un certo senso, si debutta nella società dei grandi

Dr House: gli attori oggi

Sono passati ben cinque anni da quando è andata in onda l’ultima puntata della famosissima serie televisiva Dottor House. Dopo tutto questo tempo gli attori che hanno reso questa fiction così celebre hanno preso strade molto diverse.

Hugh Laurie

Hugh Laurie, ovvero il protagonista che interpretava l’enigmatico Dottor House, dopo la fine della omonima serie ha continuato a lavorare in ambito cinematografico.

Egli infatti ha partecipato alla produzione di una pellicola cinematografica intitolata Tomorrowland. Inoltre, tra il 2015 e il 2016 ha avuto modo di ricoprire diversi ruoli in alcune serie tv di spicco quali ad esempio Veep – vicepresidente incompetente, The night manager e Chance.

Lisa Edelstein

Lisa Edelstein, conosciuta per il ruolo di Lisa Cuddy, ha avuto una carriera altrettanto piena e ricca di successi. Ella infatti è apparsa in alcune puntate di Elementary, House of Lies e Caste.

Jesse Spencer

Jesse Spencer, che all’interno della serie televisiva Dottor House rivestiva i panni del chirurgo Robert Chase, ha continuato a lavorare nel mondo cinematografico. Oggi la ritroviamo infatti nelle vesti di Matthew Casey, l’amatissima protagonista della fortunata serie Chicago Fire.

Robert Sean Leonard

Robert Sean Leonard, conosciuto per aver interpretato il personaggio di James Wilson, dopo la fine della serie è apparso in numerose altre fiction all’interno delle quali ha ricoperto ruoli più o meno importanti. Alcune delle opere di rilievo in cui è stato impegnato sono The Blacklist, Falling Skies e The Good Wife.

Jennifer Morrison

Jennifer Morrison è un’altra delle fortunate protagoniste che, dopo la chiusura della serie Dr House, ha trovato comunque il modo di continuare a far parlare di se.

Dopo aver abbandonato il ruolo di Allison Cameron è stata chiamata a vestire i pann di Emma Swan, la protagonista della serie televisiva Once Upon A Time.

All’interno della fiction, che presto si rinnoverà per la settima stagione, Jennifer Morrison interpreta il ruolo dell’eroina figlia di Biancaneve e del principe azzurro, la quale viene incaricata di far saltare i piani della regina cattiva.

Kal Penn

Kal Penn, noto per aver interpretato il personaggio di Lawrence Kutner in Dr House, a differenza dei precedenti ha scelto di non proseguire la sua carriera all’interno del mondo dello spettacolo. Kal infatti, una volta finite le riprese per la serie tv, nel corso del 2009 si dedicò a prestare servizio per l’allora presidente degli Stati Uniti d’America: Barack Obama.

Solamente durante il corso del 2011 Kal Penn decise di tornare a far parlare di se rivestendo un ruolo di spicco nella famosissima serie How I Met Your Mother.

La dottoressa Tredici

Olivia Wilde, divenuta celebre per aver interpretato la dottoressa Tredici, ha ricevuto molte proposte lavorative di rilievo. Tra le tante ricordiamo la sua partecipazione a pellicole cinematografiche quali Tron Legacy, In Time e la serie tv Vinyl.

Fonte: seriedavedere.com